La misura del successo, quando le dimensioni (non) contano

La misura del successo, quando le dimensioni (non) contano

Me lo sto chiedendo sempre più spesso ultimamente: qual è la misura del successo? Quanto sono importanti le dimensioni per misurare il valore di una cosa astratta? O per stabilire che un’esperienza è stata soddisfacente, super, oppure deludente? E quanto contano le dimensioni per dire sì, ancora oppure basta così?

Ogni evento, ogni esperienza, ogni cosa sembra essere cool solo se ha grandi numeri: visitatori, visualizzazioni, ingressi, download, condivisioni, incassi… Ovunque vedo snocciolare numeri, e più sono grossi meglio è, a dimostrazione che siano quelli a misurare il successo di qualcosa. A decretare che ‘più è grande più è bello’.

Ad esempio, il Salone del Libro (ancora lui…) quest’anno ha fatto il record di visitatori, di partecipazione agli incontri con gli autori (quelli dello star-business e dello show business e del social-business). I grandi numeri sono stati quelli che gli organizzatori hanno sbandierato per far dire ‘evento top’.
Il film ‘Il diavolo veste Prada 2’ (e prima a Natale quello di Checco Zalone) ha fatto il record di incassi al cinema. La diffusione capillare di ogni particolare ‘secret’ nell’ultimo anno è stata studiata proprio per far salire l’attesa e richiamare adesso le folle nelle sale e dire che è stato un successo al botteghino. Ma anche un convegno che aveva ‘la sala gremita’ è segno che è stato un successo (e poi sono tutti a guardare il proprio smartphone e il relatore parla da solo).

Questo accade nel ‘grande’, ma lo stesso criterio della misura del successo viene applicato al proprio ‘piccolo’.

Quanti amici ci sono nelle foto della grigliata di Pasquetta su Instagram? Se tanti sei fortunato, ti sei divertito, sei ben inserito nel social-system e hai, neanche a dirlo, successo.
Quante visualizzazioni ha ottenuto il tuo reel con i bambini piccoli che riprendi a casa di nascosto mentre fanno cose buffe? Tanti? Sei il genitore modello che altri dovrebbero imitare (e per questo dovresti anche guadagnarci qualcosa).
Quante cose fai con il partner? E quanto è piena di impegni la tua agenda? La stessa cosa: più fai numeri più la tua vita ‘è un successo’.

I numeri misurano la quantità, ma la qualità?
La felicità come si misura? La gioia di essere insieme agli altri, anche pochi, o addirittura quella di essere da soli, a che livello sta?
La soddisfazione fisica, mentale, emozionale, relazionale, che numeri deve avere per dirsi raggiunta?

Ci sono un’infinità di cose che secondo me non si possono misurare perché uscirebbero dal metro di misura, da tanto valore avrebbero.
Dunque, anche il piccolo può essere (più) bello?
E chi lo può dire? Io so solo che dove e quando i numeri e le dimensioni non contano, sto bene, anzi, sto addirittura meglio.

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Un commento

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