Eccomi pronta con la stessa disinvoltura di Giacomo nel laghetto con Marina Massironi nel film ‘Tre uomini e una gamba’, quando replica all’affermazione “E così domani ti sposi”, con un in-comprensibile “Sì, ma niente di serio”.
Di pronto ho l’ironia per stemperare il clima, la verità è che non sono pronta per niente a compiere 50 anni. Quel 5 davanti mi fa strano: com’è possibile che abbia vissuto già 49 estati, 49 autunni, 49 inverni, 49 primavere?
Cosa ho fatto in questo tempo? Chi sono stata? Ho tante domande, tante immagini e situazioni che si accavallano nella testa. E, incredibilmente, mi mancano un po’ le parole per esprimere cosa mi sta succedendo.
Se dovessi scrivere una lettera alla ‘pikkola sabri’ mi verrebbe solo da dirle di osare, di buttarsi, di avere fiducia negli altri.
Alla me adulta scrivo spesso, ma oggi le direi di non rimuginare e di guardare all’oggi più che al domani. Alla me futura, adesso, non ci voglio proprio pensare o mi sale l’ansia.
Sarebbe più facile fare elenchi, mostrarsi tutta un wow!. Più difficile invece dire cosa rappresenta davvero questo passaggio anagrafico. Che poi lo so che domani e dopo domani saranno uguali a oggi e a ieri, eppure c’è qualcosa che rimane lì, come “quella specie di ovo sodo dentro, che non va né in su né in giù, ma che ormai mi fa compagnia come un vecchio amico”, come direbbe il protagonista del film di Virzì.
Grazie al ca…lo fisiologico degli estrogeni che mi fa vivere così questo momento. Perché ormai bisogna accettare anche gli sbalzi d’umore legati ai cambiamenti ormonali, fanno parte del pacchetto regalo…
Facile quindi che fra poco sia già un giorno migliore, così come i successivi, preludio di un nuovo decennio da vivere bene.
In ogni caso mi ci vorrebbero una porzione di torta Sacher e dei fiori. Se riesco a sfidare i 36 gradi previsti anche per oggi, vado a comprarmeli, me li merito.
