Le luci sul ponte e quella bolla di cuore tra terra e cielo

Le luci sul ponte e quella bolla di cuore tra terra e cielo

Un giorno d’inizio ottobre, sono da poco passate le sette di sera, nel cielo comincia il tramonto, con quei riflessi di azzurro e di luce che una giornata di sole si lasciano alle spalle. Mi dirigo verso il parcheggio dove ho lasciato l’auto.

Ho scoperto che la nuova passerella, con gli assi di legno, che collega il Castello con il parco dell’Allea, ha le luci ai lati che rendono il camminamento davvero piacevole con questa atmosfera. Anche se soffro di vertigini e lì la base del fossato è giù di tanti metri (e quei listelli hanno pure delle piccole fessure che a me non danno proprio tanta sicurezza), mi dico che è collaudato e se ci passo da sola non può crollare, tanto vale godersi il momento. E sfruttare questo passaggio per ridurre ancora di più il già breve tragitto verso casa.

La scorciatoia mi affascina anche questa sera. Questa volta però, al primo passo sul legno, noto un lui e una lei fermi al centro. Nessun altro. Sono vicini vicini, in una posizione che fa presagire un bacio, forse il primo fra loro, entro pochi secondi. Non posso più fare dietro front, devo proprio passare da lì.

L’imbarazzo cresce, anche perché mi è sembrato proprio di riconoscere lui. È in silenzio, ed è una persona che parla in continuazione da sempre, quindi mi manca l’elemento chiave per confermare la corrispondenza d’identità. Non mi sfiora l’idea di un incontro clandestino, ma ormai chi lo sa più. Entrambi adulti e a quanto pare consenzienti, quindi passo e vado avanti spedita, facendo finta di niente.

L’imbarazzo è solo mio: loro non erano su un piccolo ponte ricostruito fra mura antiche e stradine del parco cittadino. Non hanno nemmeno notato la passante. Erano in una bolla, posizionata in un punto fra terra e cielo, in un istante magico fatto di luci e colori intrecciati, immersi nel silenzio.

Sarei solo curiosa di sapere se luogo e momento sono stati pensati per quest’occasione o si sono trovati nel posto giusto al momento giusto.
Nel primo caso, complimenti per aver trasformato questi pochi metri in un nuovo luogo del cuore.

La mia è invidia, sana invidia, sia chiaro.
Comunque da quel momento faccio il giro lungo dall’ingresso principale del Castello, se diventa di moda altro che ponte Milvio…

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