Aprile in persona, tra aspettative e in-stabilità

Aprile in persona, tra aspettative e in-stabilità

Aprile è il mese dell’anno che preferisco perché sembra una di quelle persone con le quali mi piace stare.

Arriva dopo essersi fatto attendere, ma si presenta scherzando, mentre ti fa l’occhiolino e poi ti confessa cosa s’è inventato per farti ridere un po’.

Un momento ha caldo, poi ha freddo, poi sente l’umidità, poi sbuffa un po’ di vento che libera tutto e allontana quel non so che, che però ti agitava.

Ti invita ad uscire a respirare e a raccogliere la luce, rilasciando un piacere che il grigiume aveva nascosto sotto il tappeto.

Si veste di colori chiari, tenui e con stoffe più leggere, quelle che una sopra l’altra ti fanno raggiungere la giusta temperatura e avvertire un senso di protezione.

È solare, ma non abbaglia. È timido e sembra sincero quando promette che ti farà scoprire poco a poco e ti farà apprezzare quei momenti.

Mi piace aprile perché è il mese delle aspettative e della preparazione al tutto può diventare qualcosa.

Fa in fretta, non ti lascia tempo per dire ma sì, poi vediamo, perché in un attimo c’è pronto maggio, carico di promesse, di impazienza, di è ora, che vuole diventare protagonista.

Ed è anche questo il bello di aprile. Arriva, veloce e in-stabile, prepara ciò che potrà restare, lascia spazio al momento che ti libera dalle aspettative e ti apre alla sorpresa. Avendoti però fatto l’occhiolino e indicato così la strada per andarle incontro.

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