Quando mi chiedono come mi chiamo, rispondo che sono Sabrina, con la R, non solo con la B. Per molti, poco dopo, divento ‘la sabri’. E visto che il cognome, Maio, è cortissimo e ha una sola consonante, divento automaticamente ‘la sabri maio’.
Quando mi chiedono che lavoro faccio, rispondo che sono una giornalista, anche se poi è complicato spiegare esattamente la mia attività quotidiana e quindi spesso me la cavo con un ‘mi occupo di comunicazione, ufficio stampa, social media, annessi e connessi’.
Quando mi chiedono di dove sono, rispondo che vivo in una città di provincia vicina a Milano (per mentalità), ma legata a Torino (per tradizione). E che è circondata dalle risaie, quindi la geolocalizzazione è presto fatta.
Quando mi chiedono quanti anni ho, rispondo sinceramente che sono nata nel 1976 e di conseguenza faccio calcolare agli altri la mia età anagrafica, perché io ho perso il conto da un po’.
Quando mi chiedono se sono sposata e se ho figli, rispondo di no. E pazienza se, quindi, non avendo un marito e non essendo mamma, io non posso capire.
Quando qualcuno mi chiederà di cosa tratta questo blog e cosa sono le piccole storie di società, risponderò che il mio personale osservatorio sociale, sviluppato negli anni per motivi di studio e d’interesse personale, cercava una sede dove stabilirsi.
Questo è perciò il mio posto dove raccontare e condividere ciò che vedo, ascolto, tocco, annuso e assaporo della realtà che mi circonda. Stili di vita, comportamenti, abitudini, fenomeni e tendenze della nostra società. Tutti affrontati con un po’ di leggerezza, perché, come dice Calvino:
” ... leggerezza non è superficialità,
ma planare sulle cose dall’alto,
non avere macigni sul cuore“
