Un attimo di amore al parco, una carezza per l’anima

Un attimo di amore al parco, una carezza per l’anima

“Ma secondo te, perché questa nazionale non riesce a giocare bene?”

Una domanda che apre un mondo al compagno di una vita, che cammina a fianco a lei, un po’ claudicante, lungo il viale alberato del parco cittadino.

Avranno circa ottant’anni. Sono vestiti bene, perché per le persone della loro generazione, anche solo uscire a fare una passeggiata merita una cura particolare del proprio aspetto.

Rallento, faccio un tratto di strada dietro a loro, poi lentamente li affianco e poi li supero.

Nel frattempo li ascolto e li guardo.

Alla domanda, ‘Ma secondo te, perché questa nazionale non riesce a giocare bene?’ lui risponde come fosse al bar a parlare con gli amici. ‘Sai, gli allenamenti, i campionati, gli infortuni, le strategie dell’allenatore, la preparazione atletica, gli avversari…’.

Usa pause, intercalari, argomentazioni e frasi che a lei di sicuro dicono poco, o più che altro, non interessano. Ma lei interagisce, gli fa altre domande, lo fa parlare e lui continua. Così intanto si avviano verso il fondo del vialetto.

Non si sono sfiorati, non si sono presi per mano come a volte capita di vedere.

Si sono solo guardati e scambiati sorrisi. Era come se con questo dialogo si accarezzassero la guancia a vicenda.

Meno di un minuto, un attimo di amore al parco, che ha regalato a me una leggera carezza di sollievo per l’anima.

Condividi