Quell’eleganza silenziosa che sovrasta anche il rumore della sguaiatezza

Quell’eleganza silenziosa che sovrasta anche il rumore della sguaiatezza

Ci scambiamo un sorriso come saluto quando ci incrociamo sullo stesso lato del marciapiede. Ha forse capito che lo avevo notato già qualche metro prima.
In effetti più mi avvicinavo più cresceva il mio stupore per la grazia e l’eleganza che quell’uomo emanava.
Giacca, gilet, camicia bianca, papillon, cappello, bastone da passeggio, scarpe lucide. Tutto intonato, pure la sua camminata, lenta ma dritta e sicura, come la riga della stiratura dei pantaloni.
Nella mano libera dal bastone ha un sacchetto della spesa con il nome del supermercato vicino. Dentro la spesa, probabilmente la sua cena da solo.
Un’eleganza silenziosa di un uomo d’altri tempi, per stile ed età, decisamente alta.
Un’eleganza che per poco si scontra con il rumore dell’auto che passa veloce vicino a noi, con finestrini abbassati e musica con volume al massimo.
Da lì esce la voce di un cantante neomelodico napoletano su una base reggaetone che urla “guarda sta ragazzina, ohh che femmmena che è, quasi quasi… ‘.
Non faccio in tempo a sentire come prosegue il testo, penso sia una fortuna.
Cosi mi rimane piu l’incanto dell’immagine di quell’uomo fuori dal tempo, con un’eleganza silenziosa, che la sguaiatezza di ciò che sfreccia insieme a quell’auto.
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