Cronache dalla zona rossa, il diario di un mese ristretto

Cronache dalla zona rossa, il diario di un mese ristretto

Da fine ottobre sono ritornate le restrizioni. Prima quelle decise autonomamente dalla Regione Piemonte, poi quelle dal Governo, che ha colorato le regioni di giallo, arancione e rosso, rendendo a tutti più chiara la geografia d’Italia. Il mio osservatorio sociale si è limitato al tragitto a piedi da casa all’ufficio, quindi ristretto all’osso pure lui. Tutto si è spostato alle finestre (del pc, dello smartphone, del televisore, di casa e ufficio).

In questo periodo però ogni tanto appuntavo delle cose che ho condiviso sul mio profilo di facebook. Questo è il diario dell’ultimo periodo, con le cronache dalla zona ‘a traffico limitato’ in Piemonte (partita il 25 ottobre), passando per la zona rossa, attraversando quella arancione (dove ci troviamo ancora oggi) e in attesa della gialla.

Domenica 25 ottobre

Il bicchiere mezzo pieno. Dalle 5 del mattino alle 18 puoi.

Uscire di casa (con la mascherina), andare al bar a fare colazione con cappuccio e brioche, salire in auto, sul bus, sul treno, sulla bici, sul monopattino e andare al lavoro o in certi giorni a scuola.
Puoi andare a fare la spesa al super o in qualsiasi negozio di alimentari, fare shopping di qualsiasi articolo, andare in pasticceria o gelateria e comprare i dolci da mangiare a casa la sera.
Puoi andare dal parrucchiere, chiamare l’idraulico, passeggiare in centro e al parco, fermarti a leggere su una panchina da solo. Puoi consultare il commercialista, l’avvocato, fare la manicure, il cambio gomme in officina, pranzare al ristorante, andare in banca.
Dalle 18 alle 5 del mattino puoi seguire corsi di formazione a distanza, guardare video su YouTube, serie su Netflix, leggere un giornale, giocare a carte con i conviventi, fare il bucato, stirare, cucinare, scrivere, guardare fuori dalla finestra e pensare. Fino alle 23 puoi farti portare la cena a casa, andare a correre, a far passeggiare il cane.
Puoi sempre telefonare o videochiamare chi ti pare a ogni ora.
Queste sono solo le prime cose che mi vengono in mente. Perché se ci sono i “non puoi” allora devi trovare cosa invece “puoi” e continuare a vivere “nonostante”.
Ho evitato di andare a teatro, al cinema, a presentazioni di libri per mesi, una cosa che continua a pesarmi un sacco. Quest’estate ho evitato di andare in vacanza. Sono stata in luoghi pubblici, come ristoranti e negozi, dov’ero certa seguissero le norme di sicurezza. Tutto questo per mia scelta.
Le nuove cose “obbligate o fortemente raccomandate” sono fino al 24 novembre 2020.
Se è per limitare il rischio di provare io stessa o a persone a me care, l’esperienza Covid, per me, è un compromesso che si può accettare.
È per l’adesso e il futuro che dobbiamo agire. Continuare a recriminare la non-azione dei mesi scorsi, ora, fa perdere solo energie.

Lunedì 26 ottobre

Cominciamo.

1) mi sono alzata e sto bene
2) mi sono fermata come sempre 30 secondi alla finestra a respirare e ascoltare i rintocchi dell’Ave Maria della chiesa vicina alle 7 in punto. Vado poco in chiesa, questa è una mia specie di preghiera e ringraziamento quotidiano.
3) ho fatto una doccia bollente e lavato i capelli, che sono venuti anche benino
4) ho scelto di indossare un maglione rosso, una collana e degli orecchini rossi. Mi danno energia.
5) sono uscita con l’ombrello grande pensando diluviasse già, ha cominciato a gocciolare quando ero praticamente arrivata.
6) ho pulito e igienizzato il mio ufficio come faccio sempre, anche se quello che c’è lo uso solo io.
7) ho la temperatura a 34, quindi ok
8) ora comincia una lunga giornata, ma quando esco ho appuntamento in libreria per comprare un libro appena uscita che ho proprio voglia di leggere
9) ho già fatto bollire le verdure per fare il passato stasera a cena
10) sono le 8.45 e sono già al punto 10 della beautiful list…

Lunedì 26 ottobre

Continuiamo.

11) ho passato la mattinata a leggere e tradurre le disposizioni del dpcm e della regione, informando un’ampia platea di persone, che ha fatto sentire utile il mio lavoro quotidiano
12) ho fatto una piacevole lenta passeggiata dall’ufficio a casa sotto un cielo arancione e una calma atmosfera autunnale
13) ho notato i riflessi nelle pozzanghere
14) ho portato giù la spazzatura già bella differenziata
15) ho aperto e indossato un paio di ciabatte nuove
16) ho spalancato per un po’ le finestre di casa e dentro ci sono comunque 18 gradi
17) ho ricevuto una telefonata inaspettata che potrebbe gettare le basi di un nuovo pezzettino lavorativo
18) ho scambiato due chiacchiere con il titolare della libreria che mi ha dato buoni consigli di lettura
19) ho messo il libro che ho comprato sul comodino pronto per stasera
20) nel passato di verdure ho sciolto un formaggino cremoso, il bel paese rotondo con la stagnola dorata intorno, che ho per caso trovato al super. Non lo mangiavo così da decenni. Spettacolo. E il senso del gusto ce l’ho ancora, buon segno.

Martedì 27 ottobre

Vado avanti.

21) stamattina mi sono svegliata pochi minuti prima della sveglia con una sensazione di benessere lasciata da un sogno finito con un abbraccio, anche se non ricordo niente del sogno
22) accendo come sempre la radio e trovo il Trio Medusa a darmi il buongiorno e a farmi compagnia mentre mi preparo, una garanzia
23) apro la finestra e vedo che c’è luce e un timido sole comincia a comparire, le previsioni meteo avevano ragione
24) noto che l’orologio sulla torretta della prefettura con il cambio dell’ora adesso segna anche i minuti giusti, quei cinque in più rimasti per mesi scombussolavano i tempi della camminata per andare in ufficio la mattina
25) vedo il commerciante di un negozio di alimentari che spazza le foglie dal marciapiede e dalla pista ciclabile su cui si affaccia l’ingresso della sua attività, lasciando pulito un ampio spazio pubblico, comportamento apprezzabile e da imitare
26) mi sono fermata al rosso del semaforo pedonale, ma invece di fissarlo continuamente, ho girato la testa verso destra e ho ammirato la fila di alberi con chioma gialla, rossa e verde.
27) ho percepito la gioia nelle voci ululanti dei bambini mentre correvano nel cortile dell’asilo a metà mattina
28) mi sono accorta che le foglie di “quell’albero” stanno cadendo e che finalmente mi permettono di tornare a vedere da tutte le finestre di casa mia la cupola di San Gaudenzio
29) il quadratone di cioccolato fondente con il caffè dopo pranzo, una goduria
30) riuscire ad organizzare un incontro lavorativo in pochi minuti, fatto
31) il sorriso che mi compare appena vedo la notifica di whatsapp con le foto dei miei nipotini
32) constato con soddisfazione che la piantina verde che ho sulla scrivania continua ad avere tre foglie come tre settimane fa ed è quindi ancora viva
33) ho seguito la diretta facebook del sindaco di Novara, che tra le varie cose che dice sempre con modi appassionati, ha invitato i giovani ad andare a vedere la mostra al castello, visto che quella è aperta, invece di ‘zuzzellonare’ e perdere tempo il pomeriggio, ‘che male non vi fa’. Approvo, l’ho vista a gennaio ed è bellissima.

Mercoledì 28 ottobre

Hop, hop, hop. Teniamoci in allenamento.

34) ogni mattina vedo lo stesso panorama dalla finestra della stanza, ogni giorno però è diverso se alzo un po’ gli occhi. Oggi ci sono le nuvole rosa
35) ho appurato ancora una volta la tenacia delle cimici, che se ne stanno attaccate alle zanzariere imperterrite per ore
36) ho constatato che le persone dal vivo sono diverse da come appaiono nelle patinate e costruite foto profilo dei social lavorativi, sono contenta di apparire anche lì come sono.
37) ho fatto un nuovo e interessante incontro lavorativo, oh yeah
38) nuove idee e progetti da costruire, stimolante
39) ho indovinato anche stasera la parola della ghigliottina de L’eredità, ma vieniiii
40) ho fatto una telefonata ad un’amica per darle un supporto in una giornata storta
41) vedo Alberto Angela in TV, anche se replicato, e s’illumina la serata.

Sabato 7 novembre

Cronache dalla zona rossa.
Sabato.

Mi sono appena seduta sul divano, dopo aver pulito casa, lavato, stirato, cambiato le lenzuola, passato il dyson, bagnato le piante, etc… Ho ancora le finestre aperte da stamattina, il termostato non è mai sceso sotto i 19 gradi e il termometro non è mai salito oltre i 36. C’è silenzio e mi fermo ad ascoltare un concerto di uccellini che cinguettano con diverse tonalità e intensità. Tra poco c’è un evento culturale in streaming da seguire. Poi butto in forno un cordon bleu e le patatine, una cena-schifezza ogni tanto ci vuole. Mi aspettano gli ultimi capitoli da leggere di un libro che mi sta piacendo tanto, ma che mi voglio gustare senza interruzioni. Non ho avuto tempo per annoiarmi e lamentarmi.

Domenica 8 novembre

Cronache dalla zona rossa.
Domenica In (ossia entrare nelle cose e nei momenti).

Stamattina mi sono alzata tardi, mi piace crogiolarmi nel dormiveglia quando la luce filtra già da un po’ dalla tapparella. Quando, come oggi, sono avvolta dalle mie lenzuola preferite, è facile rimanere inglobata nel letto.
Per colazione ho scelto di fare solo un caffè, ma ci immergo tre nutella biscuits e la voglia di un dolce buongiorno è servita.
Ho indossato la tuta nuova: un acquisto fatto on line tre settimane fa, arrivato giusto in tempo per la partenza del nuovo giro di #restaacasa. È della misura perfetta, come un’armatura su misura, almeno fino a quando non sbaglierò a lavarla.
È domenica e per pranzo di solito qui si mangia il risotto. Il cucchiaione gira e rigira e rigira i chicchi nella pentola finché è pronto. Anche i miei genitori so che lo hanno mangiato: come se fossimo stati alla stesso tavolo anche se a diversi chilometri di distanza.
Per il pomeriggio ho tirato fuori lo scaldotto, il piumino da divano che sostituisce il plaid. Sono in una nuvola di tepore da tre ore. Intanto ho finito un libro, sono uscita da una storia, ma ne ho un altro già pronto da cominciare con nuovi personaggi da conoscere.
Stasera inizierò a organizzare gli impegni della prossima settimana. Quelli di lavoro, di necessità (le cose in frigo cominciano a diminuire) di svago e cultura on line.
Seconda settimana di novembre: nun te temo.

Mercoledì 11 novembre

Cronache dalla zona rossa.
Metà settimana. (È già mercoledì e io no, o forse sì)

Alla sirena delle ambulanze sono abituata. Abito vicino al pronto soccorso ed anche alla sede della croce rossa, da dove ne partono sempre molte. Nel silenzio di questi giorni, che cala presto come il buio, quel suono è amplificato e la sensazione è che ce ne siano in giro molte più del solito.
Quel suono, che ora emerge con prepotenza, è però intervallato dal cinguettio degli uccellini, che continuano imperterriti a chiacchierare assembrati sugli alberi di fronte al mio balcone.
In questo periodo, di solito, la sera abbassavo presto le tapparelle. Ora, a quest’ora, spalanco le finestre per diversi minuti. È piacevole e rilassante l’aria fresca che entra in casa e nei polmoni.
Lunedì sono andata al supermercato e ho fatto una spesona, così non ci devo tornare per un po’. Mi tranquillizza sapere di essere autonoma anche su questo fronte. Qualsiasi cosa succeda, mangio, mi lavo, pulisco casa. Ma l’acquisto più azzeccato è stato una confezione di gianduiotti: mangiarne uno dopo cena ha un effetto antidepressivo naturale.

Venerdì 13 novembre

Cronache dalla zona rossa.
Venerdì sera (pronto, no aspetta ti richiamo)

Mi telefona mia zia. Mentre parliamo del più e del meno le suona il telefono di casa, mi dice di stare in linea e intanto mette il cordless vicino all’altro orecchio e risponde: “sono al cellulare, ci possiamo risentire dopo? “. Nel frattempo sento il suono di una notifica di messaggio sul mio. Ci salutiamo, metto giù e vedo che era un tentativo di chiamata di mia mamma. La chiamo io. Dopo un paio di minuti di parole sento il trillo del suo secondo cellulare: “aspetta che rispondo, anzi, metto giù con te e ti chiamo dopo”. Neanche con le mie amiche c’è un traffico telefonico del genere.

Giovedì 19 novembre

Cronache dalla zona rossa.
Giovedì (gnocchi, ossia il giorno delle certezze).

Nelle vie del centro stanno appendendo le luminarie di Natale. Quelle piccole cascate di luce a me dicono che, nonostante tutto, il Natale è confermato. Un segnale confortante.
Nel tragitto a piedi da casa all’ufficio, da un sacco di tempo incontro le stesse persone nello stesso punto e negli stessi minuti. Con un paio ormai ci scambiamo anche un saluto. Li incrocio anche in questi giorni di limitazioni: vuol dire che stanno bene e continuano le loro attività.
Da mesi so che sono esattamente le 12.30 dal motorino che accelera sul viale dove si affaccia la finestra del mio ufficio. Il rumore perforante è sempre uguale, significa che anche chi lo guida sta bene e va, o torna, da lavoro.
Ci sono ancora i genitori davanti all’ingresso della scuola elementare e le grida dei bambini all’intervallo e in pausa pranzo mentre scorrazzano nel cortile. Un segno che lì, dentro e fuori, la vita continua come sempre.
Se inavvertitamente fai partire gli aggiornamenti del pc, è sicuro che stai a guardare lo schermo sperando che la barra avanzi e invece sta lì inchiodata. Periodo d’emergenza o no, ti tocca avere pazienza e aspettare.

Sabato 21 novembre

Cronache dalla zona rossa.
Sabato (ed è un’altro weekend da effetti speciali).

Per rendere diversa l’ora dell’aperitivo del sabato sera mi sono vista il documentario su Tiziano Ferro. Scorgere un paio di minuti con degli spezzoni di Sanremo 2020 mi ha intristito tanto quanto il racconto dei suoi ultimi anni. Non sembra siano di ieri, ma di un decennio fa. Effetto taglio della cipolla.
Oggi hanno annunciato l’uscita della terza stagione della serie “Decreto Ristori”. Le prime due sono state faticose da seguire, aspetto che l’ultima sia visibile gratuitamente su tutte le piattaforme, senza abbonamento. Tanto per questa serie (e per altre che stanno realizzando) abbiamo ricevuto in regalo un abbonamento all inclusive che pagheremo a rate per la vita e senza il diritto di vedere niente. Effetto salame sugli occhi.
Non è sabato senza le pulizie di casa, annessi e connessi. Per completare l’opera ho anche fatto una torta: al limone con crema al limone. Effetto stringente.
“Così aspetteremo un altro weekend, convinti che sarà il migliore dei weekend” [cit. 883]. Effetto No Maria, io esco. Madovevaicheseiancorainzonarossa

Mercoledì 2 dicembre

Cronache dalla zona arancione.
A Natale (2020) puooooi, fare quello che non puoi fare maaaai

Vedere nascere Gesù bambino all’orario dei programmi post TG e non dalla seconda serata in poi, quando ormai dormo da un po’.
Passare il 25 e il 26 dicembre in pigiama.
Pranzare il 25 con i cannelloni surgelati.
Cucinare il 26 qualcosa di fresco e non con i resti di cibo del giorno prima.
Dal 27 al 30 pranzare dai parenti fuori comune divisi in piccoli gruppi e mangiare sempre come fosse il 25.
Essere finalmente legittimati e non sentirsi compatire se il 31 lo passi a casa da sola e vai a dormire alle 11 perché ti va di fare così.
Organizzare una mobilitazione per la befana che in tutto questo, essendo donna, non è stata presa in considerazione nemmeno dalle anticipazioni delle regole del DPCM festivo, quindi è vittima di discriminazione.
Sperare che dal 7 gennaio 2021 potremo tornare a lamentarci perché le feste sono finite troppo in fretta e che gennaio non passa più.

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