Che oggi non ci siano più certezze è diventata una certezza. Ecco allora qualche suggerimento (ovviamente non richiesto) per surfare sulle curve del 2020 senza cadere per banali incertezze. O almeno, se bisogna cadere, a farlo con stile e con un sorriso.
Guardarsi alla spalle
Mi hanno sempre detto di fare attenzione e di guardarmi dietro le spalle. E’ da lì, che quando meno te lo aspetti, puoi ricevere fregature, delusioni, attacchi.
Più che fisico, questo, è sempre stato un avvertimento morale. Ma si sa, nel 2020 tutto è cambiato quindi è bene guardarsi alle spalle non solo in senso metaforico.
Oggi potresti infatti trovare qualcuno che all’improvviso compare su un monopattino elettrico e silenziosamente ti sorpassa facendoti il pelo mentre cammini. Non lo senti arrivare, ti accorgi della sua presenza solo dallo spostamento d’aria, poi in gran velocità si allontana. Idem quando sei in auto.
Adesso sono pure stati sdoganati gli hoverboard, quelle due ruote su una piantana che fanno avanzare il corpo come fanno i circensi sul monociclo. Fino a poco tempo fa si usavano per girare in un parcheggio o nel cortile condominiale. Adesso sono diventati mezzi di trasporto come i monopattini. Tanti nuovi Aladini su tappeti volanti che si muovono però come i ciclisti. E chi li ferma più.
Stabilire in autonomia la temperatura corporea
Con l’arrivo dei termoscanner come strumenti per la misurazione della temperatura corporea abbiamo scoperto che ci stiamo trasformando in rettili. Delle due l’una: o quando usciamo di casa diventiamo freddi dentro (e non sarebbe una cosa da escludere dato che non possiamo più abbracciarci, stringere mani, avvicinarsi, tutte azioni che trasmettono calore) o questi oggetti non sono proprio precisi precisi.
Com’è che entro in ufficio e ho 33 e rotti, quando a casa mezz’ora prima con il mio termometro digitale sotto l’ascella arrivo a sfiorare 36? Ci sono giorni che il termoscanner nemmeno riesce a rilevarla da tanto sembra bassa. Ed è sempre così anche altrove, dove per entrare devono puntarti questa nuova pistola in fronte.
Tutti i giorni una roulette russa. Oggi per la scienza sono un essere umano o no?
Forse è il caso di tenere in borsa anche il termometro digitale, perché se servissero delle prove il termoscanner non è in grado di leggere il codice a barre sulla testa.
Ficcare il naso
Quando vedo un persona la prima cosa che guardo e che mi colpisce sono gli occhi. Ultimamente, però, l’attenzione si è spostata sul naso. Ce ne sono tanti e tutti diversi: a patata, lunghi, curvi, a uncino, piccoli e alla francese.
Si notano perché sono tutti fuori dalle mascherine, quel benedetto e super citato (anche da me) oggetto che dobbiamo indossare in ogni occasione in cui siamo a contatto (ravvicinato o distanziato) con le persone. Niente da fare, lui riesce sempre a venirne fuori.
Ma tutti quelli che da una vita si lamentano per il naso freddo e che invocano la scoperta di un capo per coprirlo, come la sciarpa per il collo, i guanti per le mani, la cuffia per le orecchie?
Una volta che la richiesta è esaudita facciamo gli snob e ignoriamo questa opportunità? Vale per tutti: una volta tanto è lecito ‘ficcare (dentro) il naso’.
Accendere i fendinebbia già a ottobre
Stanno diventando un pericolo. Sono ovunque, nei luoghi all’aperto e al chiuso. Capisci che vagano disorientati. Chi porta gli occhiali sa a cosa mi riferisco. Le lenti sono ormai sempre appannate e non si sa cosa fare: ‘li tolgo e non vedo nulla o li tengo con la nebbia e non vedo nulla lo stesso?‘.
Io per fortuna porto le lenti a contatto praticamente tutto il giorno e questa cosa la vivo marginalmente. Che poi non è proprio così: la differente respirazione fa asciugare l’occhio e le lenti a contatto di conseguenza tendono a seccarsi. Così c’è chi, come me, quando è in giro deve mettere le gocce, oppure abbassare la palpebra alzare le pupille e cercare di far lacrimare un po’ gli occhi per non sentire di avere degli stecchini infilati. Risultato? Sembro più fuori degli occhialuti con l’appannatura.
Il problema è stato risolto dai ribelli del naso (vedi punto precedente), ma non è una strada consigliabile. Cosa fare dunque?
Per questo problema solo un comitato tecnico scientifico, supportato da una commissione di esperti e rappresentanti politici potrebbe portare a un risultato condiviso e praticabile.
Di esperti, in camice, camicia, cravatta, felpa, con del tempo libero per affrontare anche questo tema, si trovano facilmente: basta fare zapping in tv, tra gli articoli dei giornali, sui social. Il ‘casting’ sarebbe presto fatto. Cosa aspettiamo? Di andare a sbattere sulle curve per delle lenti appannate? Siamo già bravissimi a farlo anche se abbiamo dieci decimi per occhio.
