Scrivimi se hai voglia di cantare, ci vuole poco per sentirsi più vicini

Scrivimi se hai voglia di cantare, ci vuole poco per sentirsi più vicini

L’ho sentita alla radio stamattina presto e ce l’ho ancora in testa ora che è praticamente sera. L’hanno passata alla trasmissione del Trio Medusa su Radio Deejay, non su radio Nostalgia (che becco sempre nello zapping radiofonico in auto e immancabilmente ci rimango per tutto il viaggio).

È una canzone di 32 anni fa, s’intitola ‘Scrivimi’ ed è di Nino Buonocore. Negli anni l’hanno ricantata altri artisti italiani, come Laura Pausini, Mango, Fabio Concato. Un classico insomma, anche se ingiustamente sottovalutato.

Ma perché mi è rimasta in testa oggi? Perché ho cominciato a pensare cosa voleva dire ‘scrivimi’ trent’anni fa e cosa vuol dire oggi.

Premetto che io lo so come si faceva trent’anni fa. Nel 1990 cominciavo il liceo, d’estate si faceva la conta delle cartoline ricevute dai compagni di scuola e dagli amici in vacanza. Un tratto di biro su un cartoncino, un segno impresso nella materia. Più ne ricevevi più eri popolare ed era un riconoscimento sociale come ora i like sui social. Poi c’erano i bigliettini passati sotto banco, le interminabili lettere confessioni scambiate con le amiche (conservo dei documenti storici che dovrò portare all’analista se mai deciderò di andarci).

Poi i primi SMS sui cellulari/mattoni con la Summer card e la Christmas card (quando ce n’erano 100 a 10mila lire era una pacchia o a centellinarli perché a tariffa piena costavano un patrimonio).

E le prime mail. Con queste ho preso confidenza in fretta (anche qui conservo copie stampate di documenti storici da portare all’analista) e ancora oggi mi accorgo che scrivo dei poemi, anche se vado per punti, titoli e capitoli, secondo le tecniche per scrivere testi per il web.

Momento rewind a parte, oggi, con la quantità di messaggi istantanei che ci inviamo in ogni momento per dirci qualsiasi cosa, che valore ha dire un’altra persona ‘scrivimi’ quando ti senti sola, quando non hai voglia di parlare, quando non avrai da dire niente di particolare, quando non trovi le parole per esprimere un’emozione, o anche solo quando hai voglia di cantare quando il cielo sembrerà più limpido e le giornate ormai si allungano?

Ci vuole poco per sentirsi più vicini, anche oggi.

Quindi scrivimi, ma usa le parole, mettile in fila, esprimi un pensiero, un’emozione, non usare solo quelle faccine tutte uguali: sono maschere. Scrivimi perché ‘a me basta di sapere che mi pensi anche un minuto perché io so accontentarmi anche di un semplice saluto’.

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