Una foto e otto parole a portata di cuore che restano nel tempo

Una foto e otto parole a portata di cuore che restano nel tempo

È una foto minuscola, color seppia, con lei in primo piano a figura intera e uno sfondo tutt’altro che scintillante. Il sorriso e lo sguardo verso l’obbiettivo, le braccia chiuse, un po’ intimidita. È stata di sicuro buona la prima, non avrà chiesto di scattarne altre dieci cambiando posa o inclinazione del viso.

Se questa foto mi ha colpito, perché si capisce che per la donna immortalata in quel momento doveva ancora compiersi la maggior parte della sua vita, la sorpresa più grande è stata quando ho guardato il retro, alla ricerca di un indizio per risalire a una data.
La data c’è. È una data precisa ed è ancora ben visibile: 30-6-45.
Trenta giugno millenovecentoquarantacinque.
Ma a lasciarmi ancora più stupita sono le parole che seguono: ‘Mariuccia con il suo ardente amore a Pino dona’. È una dedica d’amore anche piuttosto diretta e focosa.

Ma che storia è questa, nonna? Mi capiti tra le mani così in mezzo a buste vuote e altre piene di altre foto che ho già visto, cimeli e scartoffie ammucchiate in uno scatolone. Questa immagine di temi è nuova.

Si faceva così, vero? Era un regalo per il tuo fidanzato, che poco dopo è diventato marito e poi mio nonno, perché la tenesse nella tasca interna della giacca e la potesse guardare quando gli mancavi. È una dichiarazione d’amore. C’è traccia della tua mano, che ha tenuto una penna, che ha impresso l’inchiostro con la tua scrittura, che ancora oggi rimane sulla carta.

In quei pochi centimetri c’era dentro tutto, in un periodo di niente, da cominciare a costruire insieme. C’era una promessa di amore, quella di una giovane donna innamorata e felice, con poche cose materiali, ma una famiglia numerosissima con tanto affetto intorno, che aveva trovato il suo principe azzurro. Diciamo che allora non ci si poteva concedere il lusso di credere alle favole, ma si credeva nel futuro. E anche nelle persone. Ci si lasciava andare, senza la paura di perdere qualcosa, che fosse la faccia, l’autostima, la fiducia. Non c’era molto da perdere, perché c’era già poco. Forse c’era solo da guadagnare lasciando un pegno diretto come questo.

E allora adesso mi chiedo, quanto valgono 15 secondi immateriali di una storia pubblicata su instagram visibile a tutti (ma che a volte contiene un messaggio in codice per una persona) rispetto a un pezzo di carta con te dentro da tenere sempre a portata di cuore? Come si fa a farsi ricordare e a fermare le emozioni nel tempo?

Io nel dubbio ho sempre carta e penna a portata di mano. L’altra mano provo a metterla sul cuore, che non si sa mai.

foto a portata di cuore

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