Contrastiamo il virus della superficialità e tutto andrà bene

Contrastiamo il virus della superficialità e tutto andrà bene

Sto diventando vecchia. E’ ufficiale. Nella sola giornata di oggi ho criticato per ben due volte i comportamenti dei giovani. Sono allibita per come alcuni di loro stanno affrontando questi giorni così particolari, con scuole e università chiuse, con persone (tipo gli insegnanti) che stanno facendo il possibile per continuare le normali attività, con appelli a non frequentare luoghi affollati e a stare attenti a non creare ‘assembramenti’. Niente, non ce la fanno a capire lo sforzo e l’impegno di tutti, per il bene di tutti, anche del loro.

Sono sempre collegati a facebook e a tutti i social del mondo, sono connessi per diletto, sono iper tecnologici. E poi augurano la morte per coronavirus a tutta la famiglia degli ‘inventori’ dell’App Meet di Google perché adesso con quella devono seguire le lezioni che non possono frequentare dal vivo, per decreto del governo che ha sospeso le attività didattiche nelle scuole fino al 15 marzo (per ora).

Ho cercato l’App sullo store e mi sono stupita che avesse così tante recensioni negative da una stella. Ovviamente sono andata a leggerle.

Ci sono decine di commenti tutti scritti negli ultimi tre giorni da ragazzi ‘costretti’ a scaricarla per studiare. Bestemmie, insulti, minacce, sfoghi con un linguaggio volgare. Non li riporto perché questo blog non vuole dare spazio a questa bruttezza, ma è veramente desolante.

Un’opportunità nuova, quella delle lezioni a distanza, che utilizza la tecnologia a loro cara, e questa è la risposta?

Ma ci sono anche gli studenti ‘più grandi’ e i ragazzi, quelli che ieri sera hanno affollato i portici dove si trovano i locali della movida cittadina. Come sempre e forse anche di più. Tutti belli ‘vicini vicini’ con il bicchiere in mano. Ma nessuno di loro ha ascoltato (o meglio, ha capito) quello che da giorni s’invita a non fare? Anche il sindaco tutti i giorni fa dirette facebook per aggiornare sulla situazione in città e, anche solo poche ore prima, si è sgolato nel dire soprattutto ai giovani di evitare il verificarsi di cose del genere.

C’è scritto ovunque, lo dicono ovunque, autorità maggiori, minori, insignificanti. E questo da giorni. Possibile che così in tanti non l’abbiano saputo?

Ah, ho letto poi anche degli ‘adulti’ che si sono riversati in massa in montagna a sciare, di tradizioni carnevalesche che se ne sono fregate della situazioni e si sono svolte come sempre con centinaia di persone in piazza, di centri sociali che ‘sfidano’ chi limita la loro socialità. Per oggi basta così, le mie braccia più giù non possono cadere.

C’è voluto un video del mio scrittore preferito, Fabio Genovesi, per farmi tornare il sorriso e, forse, la speranza. Che in tanti ascoltino anche questo appello e utilizzino questo tempo così ‘vuoto’ e insolito per leggere dei libri. (Piccolo spazio pubblicità: il suo ultimo libro ‘Cadrò, sognando di volare’ l’ho comprato il giorno stesso in cui è uscito, l’ho letto in pochi giorni e mi è piaciuto tantissimo, quindi è il mio personale consiglio di lettura per la settimana).

Se tutti facciamo la nostra parte, tutto andrà bene.

Foto di lasabrimaio

Condividi

Un commento

I commenti sono chiusi.