“Ecco, zia. Questo preciso momento io lo adoro. Mi piace tantissimo ed è già capitato anche a casa degli altri nonni. Dopo pranzo, mio fratello dorme, i grandi sono sul divano che fanno anche loro un pisolino, c’è silenzio e sento solo il rumore dell’acqua sui piatti che la nonna sta lavando in cucina. Io sono qui seduto che gioco con il lego, o altre cose, tranquillo. Ma davvero, zia, questo per me è un momento bellissimo”.
Come riconoscere i piccoli momenti di felicità, quelli ci fanno stare bene anche solo per pochi minuti, spiegato con un esempio pratico da mio nipote, 8 anni e mezzo, dopo il pranzo di Natale.
È stato illuminante: un bambino è capace di essere nel qui e ora, di distinguere in modo preciso una sensazione di benessere, di raccontarla e condividerla nel momento esatto in cui accade.
È quello che dovremmo imparare a fare di nuovo noi adulti, che a lamentarci siamo imbattibili, ma a decifrare il bello nelle piccole cose siamo delle schiappe.
Non ho lo smartphone pieno di fotografie o video delle feste. Non ho pubblicato nulla sui social (anche perché senza ‘materiale’ con cosa fai i ‘contenuti’?). Ho però ben impressa la fotografia di quell’istante di benessere che ho scattato solo nella mia mente e che resterà come ricordo del Natale 2021, ma anche come promemoria per il 2022.
È l’augurio che faccio a me e a tutti per il nuovo anno: riuscire a riconoscere i tanti piccoli momenti di felicità, quelli che compongono il puzzle della nostra vita, che va avanti, nonostante tutto.
