L’occhio indiscreto che ti catapulta nel web

L’occhio indiscreto che ti catapulta nel web

“Guarda, sta passando l’auto di street view di google maps che sta fotografando la via”
“… e anche noi che siamo qui fermi a parlare sul marciapiede… “

Poco più di un mese dopo, mentre cerco un luogo lì vicino, mi torna in mente questa cosa e per curiosità dirigo il puntatore proprio lì. Chissà se hanno aggiornato le immagini.

E sì. L’immagine è datata aprile 2025. Ma sul quel marciapiede si vedono altre tre persone che camminano e non noi mentre notiamo l’auto. Chissà quante volte sono passati ad aprile allora, mi chiedo.

Risposta? Due. A distanza di pochi minuti, il tempo di rifare il giro dell’isolato, probabilmente per sicurezza.

Mi cade infatti l’occhio alla vetrina che dà sulla via, quella del bistrot dove prima di aver fatto caso l’auto, ero a pranzo. Guardo bene, faccio zoom e ta dan! Complice il riflesso di un’auto parcheggiata mi riconosco: seduta al tavolo con la tazzina del caffè, mentre parlo con la persona seduta di fronte a me, che però, complice un altro riflesso, non si distingue. La sua privacy è salva. La mia? Boh.

Se fossi implicata in una indagine potrebbe essere usata come prova e l’immagine scandagliata come nelle serie tv crime.

Chi è la persona con cui ha pranzato? Ha pagato con carta e può documentare a che ora è uscita? Quanto tempo siete rimasti lì seduti e per quanto siete poi rimasti sul marciapiede una volta usciti? Ha visto qualcosa di strano succedere fuori dalla sua posizione? C’è qualcuno che può confermare il suo alibi? Di cosa stavate parlando?

Io, che non documento e pubblico foto dei miei fatti personali sul web, la prossima volta che vedo l’auto di street view in città, scappo.

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