Viaggio nei sentimenti (non quelli di Temptation Island) e nelle emozioni (quelle reali fuori dalle telecamere)

Viaggio nei sentimenti (non quelli di Temptation Island) e nelle emozioni (quelle reali fuori dalle telecamere)

Ho da sempre un’attitudine ad osservare i comportamenti delle persone, senza volontà di giudicare, ma per cercare di capire cosa mi succede intorno e anche dentro. Lo faccio per entrare in relazione con gli altri, o stare sul bordo pronta a scappare, o per uscirne senza far rumore e nemmeno male a nessuno. E fin qui, che sia un atteggiamento giusto o sbagliato, resta una mia fisima personale.

Sta di fatto che osservo e poi penso. E poi scrivo.

Qualche giorno fa ho messo qui sul blog una riflessione che avevo in bozza nelle note sul telefono da un po’. L’ho lasciata anche qui senza condividerla fuori, perché inconsciamente (o forse più consapevolmente…) volevo che restasse ad accartocciarsi su sé stessa ancora in solitudine.

Il tema è su come si rapportano una persona ansiosa e una persona evitante. (Spoiler: hanno paure opposte che alla fine portano entrambi ad un ‘meglio non farsi travolgere dalle emozioni e dai sentimenti’, se volete leggere tutto il cortocircuito questo è il link).

Oggi leggo sul Corriere della Sera una lunga analisi sociale sui comportamenti attuali nelle relazioni uomo-donna, replicabile dai 20 fino ai 50 anni. Un viaggio nei sentimenti che parte ironico per acchiappare clic (e infatti si è presa anche il mio perché nel sottotitolo c’è un bel “Sono evitanti, legnosi, incomprensibili anche a sé stessi”, se volete contribuire ulteriormente a farli aumentare questo è il link ). Poi secondo me va nell’aggressivo ed ha un unico ed esasperato punto di vista. Ma arrivo lo stesso fino in fondo. E qui mi sono impantanata perché arrivano le domande scomode.

“E poi c’è la soluzione che l’epoca sembra chiedere a gran voce ogni volta che si parla di amori: rinegoziare, collettivamente, e anche a mezzo articoli come questo, che cos’è una coppia, che cosa vogliamo (desiderare o essere desiderati o la congiuntura astrale in cui entrambe le cose si verificano insieme? E può accadere a comando?) e cosa chiediamo all’altro, ma anche cosa possiamo offrire. Per dire, dei maschi valutati al tavolo delle eterofemministe qualcuno è da buttare. Ma quello gentile, «un po’ timido» e con un po’ d’ansia, per esempio, cioè un essere umano medio, cosa ci ha fatto di male?”. 

Allora non è solo una mia impressione, corroborata da esperienze dirette, indirette, confinanti o lontane che osservo. C’è qualcosa che va capito, c’è qualcosa da fare per sistemare questo meccanismo che si è inceppato. Dove? Perché? Come?

A me, quello gentile, «un po’ timido» e con un po’ d’ansia, per esempio, cioè un essere umano medio, non ha fatto niente di male. Anzi. Solo che se mi cade mani e piedi nell’evitante siamo di nuovo al punto di partenza. Cerchiamo una strada per venirci incontro e incontrarci? Si accettano consigli (e anche miracoli, come direbbe Tiziano Ferro).

Condividi